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Il Futuro negli occhi dei Futuri Antenati! 

Era il 1962 quando nelle case degli americani entrò una famiglia proveniente dal futuro, gli Jetsons

Padre lavoratore, madre casalinga, due figli, uno problematico e uno secchione; insomma, la classica sit-com americana, se non fosse per un piccolo dettaglio: vivono tutti nell’anno 2063.

Come ci si immaginava un futuro così lontano negli anni 60’?

Beh ovviamente non mancavano all’appello auto-astronavi, robot maggiordomi, ologrammi 3D e pietanze create in pochi secondi.

 
pronipoti
Sembrerà assurdo, ma tante delle tecnologie che più di cinquant’anni fa si immaginava sarebbero esistite nel futuro si sono davvero concretizzate.

Come i Jetsons anche noi oggi utilizziamo uno strumento che con un bip chiude in automatico il nostro veicolo e possediamo un orologio speciale a cui possiamo chiedere ogni volta che vogliamo di ricordarci qualcosa. Sempre come loro abbiamo nelle nostre case un robot che no, non ci prepara il pranzo, ma ci spolvera e lucida i pavimenti.

Per non menzionare le stampanti 3D, che ancora non stampano cibo in via ufficiale, ma che lo stanno facendo in fase sperimentale.

Del resto è difficile sconvolgersi pensando a come degli sceneggiatori degli anni 60’ hanno immaginato il futuro, quando basterebbe ricordare Leonardo Da Vinci, che già nei primi anni del 500’ lavorava ad un progetto ambizioso, che avrebbe cambiato il modo di viaggiare delle persone: l’aeroplano.

leonardo

Ma come è possibile prevedere il futuro? La risposta è semplice: riconoscendo le falle, le difficoltà con cui la società si misura ogni giorno e andando a trovare dei modi per aggirarle in modo inedito e creativo.

Ogni epoca ha avuto e ha le sue esigenze, le nostre potremmo dire che ruotano intorno al bisogno di un mondo sempre interconnesso.

Non è un caso che il  79% delle persone si aspetta che la propria casa, auto, telefono, gadget, parlino tra loro entro il 2030. Così come non è un caso che i maggiori marchi tecnologici stiano investendo sempre più su tecnologie che assicurano una connettività veloce e accessibile ovunque. Basti pensare a Google Home o a HomePod Mini di Apple, o ancora a tutta la gamma di Amazon Echo. Tutti questi strumenti sono già oggi in grado di dettarci una ricetta mentre cuciniamo, di alzare il termostato, di riprodurre musica o di fissare appuntamenti, il tutto attraverso la voce.

Un’altra esigenza particolarmente sentita e ricercata dalla nostra società attuale è quella della distanza fisica, nata come sappiamo a causa del Covid19.

Il mondo della tecnologia si sta quindi muovendo in questa direzione e nel Future 100, maxi documento che racchiude tutte le tecnologie da aspettarsi dal 2021 in poi, troviamo qualcosa che fino a qualche anno fa sembrava impensabile: atleti da playstation che gareggiano da casa con atleti professionisti. 

Sport e e-sport sono sempre più vicini e la pandemia ha solo accelerato questo processo. A tal proposito, per chi se lo può permettere, è stato realizzato un primo prototipo di Aston Martin da “guidare” comodamente da casa, alla modica cifra di 76.300 dollari.

astonmartin

E voi come lo immaginate il futuro? Cosa immaginate che guideremo, mangeremo, penseremo nel 2063? 

Una cosa è sicura: l’iper connessione del mondo intero è dietro l’angolo.